“I formaggi d'alpeggio: ricchezza culturale e casearia delle Alpi Piemontesi” a Usseglio il 9 luglio 2010 ore 18,00
In apertura della “XIV Mostra Regionale della Toma di Lanzo” ad Usseglio i punti di forza, le debolezze e le opportunità di un comparto radicato nella tradizione e nella economia piemontese – SPUNTI PER UN GUSTO CHE SIA PARAMETRO DI QUALITA’.
Grinzane Cavour 30/6/2010 – Saranno: Giuseppe Zeppa, Università degli Studi di Torino; Mauro Negro, Settore Prevenzione Veterinaria Regione Piemonte; Enrico Surra, Agrotecnico e consigliere nazionale ONAF; Gianni Siccardi, Presidente Consorzio Raschera e Assopiemonte DOP e IGP; Gerardo Beneyton, Presidente Caseus Montanus, Presidente Associazione Coopagrival di St. Christophe (AO), Aldo Fantozzi – Sindaco di Usseglio e Paolo Massobrio, giornalista scrittore ed enogastromo a segnalare realtà, esigenze e aspettative delle produzioni di montagna piemontesi.
L’Onaf, Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggi, organizza, in concomitanza con la “XIV Mostra Regionale della Toma di Lanzo” ad Usseglio in provincia di Torino e con il contributo della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Torino, una tavola rotonda in difesa delle produzioni casearie di alpeggio. Eccellenze di sapore e profumi, i formaggi di montagna sono da sempre stati parte integrante della cultura e della vita delle valli piemontesi. Parlare di rivalutazione dei territori montani senza considerare la presenza del prodotto caseario che sovente li caratterizza, è praticamente impossibile o quanto meno dannoso.
La scelta del consumatore è sempre più legata a richieste coscienti, attente e gastronomicamente affinate. La vera difesa dell’alpeggio è quindi legata ai concetti di diversità, riconoscibilità e inderogabile qualità gustativa nel piatto. Aiutare il formaggio di montagna vuol anche dire non permettere che operazioni tecnologiche moderne, dettate da diffuse richieste di mercato, contribuiscano a snaturare il formaggio, rendendolo così “globalizzato” e banale.
Si conferma così la posizione dell’Onaf già espressa nel suo “Manifesto in difesa della qualità riconoscibile dal gusto” che potrà essere traccia di discussione.
Non tutto è facile per chi lavora in alpeggio e la considerazione di fatiche, difficoltà ed esigenze di aiuto potranno essere traccia di futuri progetti.
Non si potrà mai difendere l’ambiente e la storia della montagna senza garantirne, non solo a parole, una produzione casearia che si fonda su pascoli e razze autoctone di assoluto prestigio e che esprime antichi quanto preziosi saperi.
Emerge la forte necessità di una tradizione produttiva leale e costante e da queste considerazioni prenderanno spunto gli interventi dei relatori. |